Nascosti tra le colline del Ravennate e del Forlivese andiamo alla scoperta di tre borghi immersi nello scenario bucolico della Romagna, per de-gustare la natura e la storia di questi luoghi. Accompagnati dal gusto e dal profumo del Sangiovese di Romagna, che, con i suoi vigneti, incornicia le tradizioni, i colori e i sapori di queste terre.

Il nostro itinerario parte da Brisighella, una piccola cittadella nella provincia di Ravenna, poco distante da Faenza. Arroccata su tre massi di roccia, Brisighella restituisce tutta la magia del borgo medievale con gli imponenti torrioni della Rocca, voluta all’inizio del Trecento dai Manfredi, signori di Faenza come vedetta sulla Valle del Lamone e successivamente ampliata sotto la dominazione veneziana. Completano il suggestivo scenario architettonico la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino. Proseguiamo tra i viottoli del centro storico per la caratteristica passeggiata lungo la cosiddetta Via degli
Asini, percorsa un tempo dai muli carichi del gesso trasportato dalle cave circostanti. Tra ulivi e vigneti non possiamo fare a meno di soffermarci a gustare i prodotti del territorio dal finissimo olio d’oliva, all’immancabile Sangiovese, che qui prende il nome di oro rosso.

Spostandoci sulle colline di Forlì raggiungiamo Bertinoro, il Balcone della Romagna, per la sua spettacolare vista panoramica. Con le sue antiche dimore, la cinta muraria, e le torri Bertinoro è il tipico borgo medievale, che nonostante le modeste dimensioni ci racconta una storia ricca di tradizioni: il borgo conosce ancora oggi la fama di Città dell’Ospitalità simboleggiata dalla Colonna dei Dodici Anelli, uno per ciascuna delle dodici famiglie della città le quali, secondo la tradizione, erano tenute ad ospitare il forestiero che, giunto a Bertinoro, aveva legato il cavallo all’anello corrispondente. E come simbolo di ospitalità nulla è meglio di un buon calice di vino, nelle tonalità dell’oro dell’Albana di Romagna e nel color rubino del Sangiovese. Conosciuta anche come Città del Vino, la leggenda vuole che proprio il vino sia l’origine del nome del borgo. Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, dopo aver assaggiato il vino locale offertole in una umile coppa di terracotta, così si pronunciò, “sei degno di berti in oro”.

Il nostro itinerario si conclude a Terra del Sole poco, nell’entroterra Forlivese. Costruita a partire dal 8 dicembre 1564 per volere di Cosimo de’ Medici, questo borgo rinascimentale deve il suo nome proprio dal sole, come tentativo di realizzazione di una città ideale a misura d’uomo, secondo il modello urbanistico di armonica semplicità diffusosi nel Cinquecento. La perfetta simmetria della città fortezza, cinta fra le alte mura e i quattro torrioni angolari, le donano una bellezza senza tempo. Protagonista indiscusso ancora una volta il vino di grande consistenza, arricchito di note minerali, grazie al suolo pieno di fossili marini e gesso delle cave circostanti.

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