Eccomi di nuovo pronto a parlarvi di Romagna, questa volta non più con un press tour, ma con una degustazione fatta in salotto.

Il viaggio che mi ha portato ad assaggiare i vini di questo stupendo territorio è ormai un ricordo dell’anno passato, ma come sappiamo il Vino è vivo e quindi ci segue e ci accompagna sempre. Oggi sono qui di fronte ad alcune bottiglie di diversi produttori, non vi parlerò di uno nello specifico ma mi immergerò in un viaggio sensoriale grazie al Consorzio dei vini di Romagna.

La zona che andrò a scoprire è quella della Macro area di Cesena, dove il Romagna Sangiovese DOC si esprime con vigore ed eleganza.

Partiamo con i 2015, il primo vino è estremamente croccante, colore rosso Rubino intenso sensazione di frutta fresca che riempie la bocca, è quasi come se potessi addentare questa stupenda prugna matura e questa ciliegia succosa. Si passa poi ad una riserva della medesima annata ma estremamente diversa, senz’altro un passaggio in legno più preponderante, che lo ingentilisce e fa uscire una sensazione speziata che fino ad ora era rimasta nascosta.

Andiamo avanti scendendo ancora di più con gli anni e ci muoviamo su una riserva 2014, vino austero, importante dall’anima calda e il cuore che pulsa, incredibilmente avvolgente, profilo gustativo davvero ampio, con un ventaglio di frutti senza precedenti. Vino senz’altro da occasione importante che richiede un supporto culinario non indifferente o che può essere gustato anche come vino da meditazione, seduti in poltrona mentre si legge la storia di questa stupenda terra sul libro che mi è stato regalato.

Credo che stasera farò proprio cosi, mi gusterò questo stupendo vino in compagnia della lettura “Romagna Sangiovese, Storia e Identità di un famoso vino e di un antico vitigno” a cura di Beppe Sangiorgi e Giordano Zinzani.

Ma non distraiamoci troppo abbiamo una tasting da portare avanti.

Si torna in gioventù, questa macro area di Cesena è ricca di sfaccettature, andiamo su un Sangiovese Superiore, vino vibrante. Un ragazzino lo definirei, che scalpita per affermarsi ed ha tutte le carte in regola per regalare emozioni, tant’è, che assaggiandone un successivo, trovo punti in comune, ed è questa fragranza nelle sensazioni gustative, questo naso fruttato che ammalia e richiama il calice alla beva.

Sono vini perfetti per la cultura culinaria della Romagna dei salumi, che vanno portati ad un picnic su un prato mentre si scherza in allegria in un pomeriggio della domenica. Ok… forse ora fa un po’ freddo voi mi direte, ma io immagino già la prossima primavera con gli alberi in fiore ed un prato tra le dolci colline della zona.

La degustazione continua e gli ultimi vini non mi deludono, anzi rafforzano il mio pensiero su questa stupenda regione.

Le tecniche di vinificazione scelte dai produttori ovviamente possono essere differenti ma la qualità del vitigno la fa da padrone e si esprime al meglio in ogni singolo calice.

Come non terminare con un 2012? Siete curiosi di sapere se questo vino invecchia bene? Devo confessarvelo… migliora di gran lunga, Il tannino si assottiglia, la frutta si sposta sui terziari e viene fuori una grandissima eleganza che dovete assolutamente provare e gustare.

Una denominazione forse poco conosciuta ma che merita di essere sviscerata ed apprezzata. Vi consiglio un giro sul territorio, io senz’altro ripeterò e diventerà una delle mie mete fisse se parliamo di vino di qualità.

Quindi Romagna grazie, perché mi hai davvero conquistato!

Vini in degustazione:
Monte Sasso, Romagna Sangiovese San Vicinio 2015;
Bron e Rusèval, Romagna Sangiovese Riserva Bertinoro 2015;
Tenuta la Viola, Romagna Sangiovese Riserva Bertinoro 2014;
Colombarda, Romagna Sangiovese Superiore 2016;
Villa Venti, Romagna Sangiovese Superiore 2016;
Nato Re, Romagna Sangiovese Superiore 2015;
Ombroso, Romagna Sangiovese Riserva Bertinoro 2015;
Fattoria Paradiso, Sangiovese Riserva Bertinoro 2012.