Ho imparato a conoscere il Romagna Sangiovese DOC come vino ideale per i nostri aperitivi ma anche come ottima scelta per cene dal menù più variegato. In un sorso si scopre l’anima forte e sincera di un vino che racconta perfettamente il carattere della terra in cui nasce e cresce: accarezzata dal mare e abbracciata dagli Appennini, la Romagna regala a questo vino tutte le qualità che lo rendono speciale.

Ma dovete sapere che non tutte le bottiglie di Romagna Sangiovese DOC sono uguali. A seconda della zona di produzione, dell’altitudine o dell’esposizione, questo vino può assumere sfaccettature e sentori diversi. Infatti, il territorio in cui viene prodotto è suddiviso in 12 sottozone e ognuna propone una versione di Sangiovese di Romagna alquanto differente!

Le sottozone di Rimini.

Un viaggio attraverso le varie aree di produzione consente non solo di scoprire un territorio affascinante con paesaggi incantevoli, ma anche di conoscere un vino che seppur unico si plasma in base alle peculiarità del terreno e della natura in cui si trova.
Oggi, il mio percorso alla scoperta del Romagna Sangiovese DOC fa tappa in due delle sottozone di produzione del vino: quella di Rimini e quella di Imola. La prima è l’area più orientale della denominazione, dove la presenza del mare Adriatico influenza il clima e anche il vino prodotto. In questa zona, i vini degustati si caratterizzano per potenza e concentrazione. L’aria che giunge dal mare aumenta la nervosità tannica che man mano che ci si allontana viene affievolita e bilanciata dall’acidità nelle zone posizionate più in alto.

Con un balzo ci spostiamo poi nella parte opposta della Romagna, precisamente nella sottozona di Imola: questa è l’area più ad ovest della denominazione che presenta un clima decisamente continentale con terreni argillosi. Qui la viticoltura è concentrata nella prima fascia collinare tra i 30 e i 150 metri sul livello del mare: i vini che ho assaggiato sono più fruttati e voluminosi con un tannino a volte più accentuato.

I vini degustati.

Ben 9 bottiglie di differenti produttori e annate (tra il 2015 e il 2017) per cogliere il carattere e le sfaccettature di questo interessantissimo vitigno. Come già detto le diversità ci sono e dipendono principalmente dalle zone geografiche, ma anche le similitudini e i punti in comune tra le bottiglie sono una vera certezza: tutti i vini che ho degustato presentano infatti un colore rosso rubino deciso, una bellissima “croccantezza” e dei chiari sentori di frutta.
Volete sapere altre differenze che potreste percepire nel degustare più bottiglie? Il passaggio in legno per alcune, la presenza di spezie e un retrogusto amarognolo in altre. Ecco la lista completa dei vini:
Salus Decii, Romagna Sangiovese DOC Superiore – Fattoria Poggio San Martino
VignalMonte, Romagna Sangiovese DOC Superiore 2016 – Podere Vecciano
Paggiatore, Romagna Sangiovese DOC Superiore 2016 – Poderi Delle Rocche
La Sagrestana, Romagna Sangiovese DOC Superiore – Consorzio Vini Romagna
Sono, Romagna Sangiovese DOC Superiore 2017 – Tre Monti
Orione, Romagna Sangiovese DOC Superiore 2015 – Santini
Dado, Romagna Sangiovese DOC 2016 – Enio Ottaviani
SessantaNove, Romagna Sangiovese DOC Superiore 2016 – Ca’Perdicchi
Angelico, Romagna Sangiovese DOC 2016 – Podere Dell’Angelo

Bottiglie che meritano un assaggio e che consiglio di provare in abbinamento a salumi e formaggi oppure con dei primi piatti a base di carne.

Scritto da BiancoVino