Terre di confine, i possedimenti dei Malatesta, nella provincia di Rimini, segnavano il limite tra il mare e le prime montagne, tra il nord e il centro dell’Italia, tra le Marche e la Romagna. Un territorio di passaggio, che nasconde però tra le colline e le vallate, borghi pregni di storia, arte e cultura e di una immancabile tradizione di vino.

Il nostro itinerario comincia da Santarcangelo di Romagna, borgo medievale in cui sorge l’imponente Rocca, costruita a protezione del territorio circostante e ristrutturata per volere di Sigismondo Malatesta, il lupo di Rimini. Secondo la tradizione proprio tra queste mura si consumò la romantica e tragica vicenda di Paolo della famiglia dei Malatesta e dell’amante Francesca da Polenta, sua cognata: la loro storia di amore e morte deve la propria fama soprattutto al V canto dell’Inferno di Dante, dove le anime dei due giovani sono condannate nel cerchio infernale dei lussuriosi. Suggestive anche le Grotte del Monte di Giove, cunicoli in tufo utilizzate nel passato come cantine, ancor prima forse antichi luoghi di culto.
Immancabile un giro tra le vie del borgo, alla scoperta delle caratteristiche osterie, dove gustare i sapori della Romagna e brindando con un bicchiere di Cabernet Sauvignon DOC dei colli riminesi.

Proseguiamo alla volta di Montegridolfo. Il borgo prende il nome dalla nobile famiglia riminese dei Gridolfi, che qui si stabilì dal XIII secolo. A confine tra i possedimenti dei Malatesta e quelli dei Montefeltro, la piccola cittadina, seppure circondata da alte mura, fu più volte teatro di incursioni e saccheggi. Il Castello Malatestiano che si eleva all’interno del borgo, fu distrutto completamente nel 1336 da Nolfo, duca di Urbino. In seguito venne ricostruito proprio dalla famiglia Malatesta. Monumentale la Porta del Castello, che rimanda all’esistenza di un antico ponte levatoio, sormontata da una torre costruita nel Cinquecento. La nostra visita passa per le piccole chiese di San Rocco e San Pietro ai piedi delle mura e si conclude sorseggiando un calice di Trebbiano nei caratteristici locali del borgo, che offrono una suggestiva panoramica sulla valle del Conca.

Il nostro viaggio si conclude a Montefiore Conca, con il suo massiccio castello, non solo baluardo contro gli attacchi nemici, ma anche sfarzosa residenza signorile dei Malatesta. Le sale del castello, elegantemente affrescate e i numerosi manufatti in ceramica ritrovati, testimoniano una vivace vita di corte: nobili personalità soggiornarono in questo luogo, ospiti della prestigiosa signoria dei Malatesta. Tale è il fascino di questa cittadina
fortificata, che essa rientra tra “I Borghi più belli d’Italia”. Ammirando il panorama dal promontorio, ormai alle porte di ottobre, non possiamo che gustare le castagne, regine indiscusse dei prodotti locali di Montefiore, accompagnate da un buon bicchiere di Sangiovese Novello.

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