Percorrendo la via Emilia e raggiungendo il suo limitare s’incontra Gambettola, un comune conosciuto non tanto per la presenza di monumenti e luoghi storici di particolare rilievo, quanto per una ricca tradizione artigianale che ruota intorno al metallo più utilizzato dall’uomo: il ferro.
A esemplificare l’importanza di questo materiale per la città è il monumento dello straccivendolo che si può osservare in Corso Mazzini.

« On voit un chiffonnier qui vient, hochant la tête, Buttant, et se cognant aux murs comme un poëte »
« Noi vediamo solo un cencio, scuotendo la testa Inciampando e sbattendo contro i muri come un poeta »

(Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, Le vin des chiffoniers)

Così il grande poeta e cantore del Decadentismo e Simbolismo francese delineava la figura del cenciaiolo, il raccoglitore di stracci vecchi, divenuto anche figura letteraria e romanzesca proprio per l’affascinante ruolo che rivestiva: quello di ricercatore di splendori sfuggiti all’occhio dei più.
Lo straccivendolo, in dialetto romagnolo “e strazèr“, è stato per Gambettola una figura chiave dello sviluppo economico del secondo dopoguerra. Questa professione ha consentito infatti a decine di uomini di utilizzare il riciclaggio come forma di sostentamento. Questi padri di famiglia solevano aggirarsi per le vie della città armati di bicicletta e pronti a cacciare capi, utensili e oggetti usati, per poi rivenderli.
Il recupero dei materiali è ancora oggi il fiore all’occhiello del comune, che vanta l’ambizioso titolo di “Capitale europea del ferrovecchio”.
Ed è proprio in virtù di questa grande tradizione che ogni anno, in primavera e a fine estate, si tiene la Mostrascambio, dove è possibile aggirarsi tra circa 800 espositori per ammirare e acquistare oggetti curiosi e pezzi d’epoca unici.
Il ferro è poi il filo conduttore di una tradizione artistica tipica della città, tramandata sino ai giorni nostri: la produzione artigianale di tele stampate a ruggine.
Il metodo romagnolo prevede la tecnica della xilografia, un’incisione nel legno di pero, particolarmente resistente ai colpi di scalpelli e sgorbie.
L’inchiostro viene invece realizzato mixando aceto, farina e scaglie di ferro arrugginito, opportunamente ossidato. Tra i laboratori di tele di stampa presenti nella Romagna occidentale, a Gambettola si trova l’antica bottega Pascucci, in attività dal 1826.
Qui si può ancora oggi osservare la lavorazione di prodotti unici e acquistare tovaglie e tessuti per la casa che riprendono i tradizionali disegni romagnoli, alcuni dei quali recano la firma di grandi artisti, tra cui Tonino Guerra.

Peculiarità di Gambettola è poi la simbiosi perfetta tra passato ben custodito e spinta innovativa.
All’interno del Centro Artigianale ‘La Fabbrica‘ si può visitare, su appuntamento, l’ex fabbrica di cemento che nel 1990 è stata convertita a centro artigianale di servizi.
Fautore della suggestiva rinascita di questo esemplare unico di architettura industriale è Angelo Grassi, designer originario di Gambettola, impegnato dalla fine degli anni ’80 nella realizzazione di questa cittadella d’arte, cultura e artigianato. Un sogno che parte dalla volontà di mantenere in vita la natura produttiva di questo luogo, facendone però un contenitore in continuo movimento, aperto a nuove attività economiche e artistiche.

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