biancovino

In questi mesi ho imparato a conoscere e a bere il Romagna Sangiovese: un rosso versatile, vivace e allegro proprio come la sua terra. Ed è di questa regione che vi voglio raccontare, perché un vino si scopre anche attraverso la conoscenza del territorio in cui nasce. È il momento di partire insieme per un wine-tour, vi farò da Cicerone: seguitemi!

Tre borghi dell’Emilia-Romagna da visitare.

Spengo il motore a Brisighella. Siamo in provincia di Ravenna, in un borgo immerso in un paesaggio naturalmente magico. Il posto ideale per rilassarsi e dimenticarsi della frenesia della città: ed è quello che ho fatto, aggirandomi tra i vicoli e le scalinate, alla scoperta della Fortezza e della Torre.
La seconda tappa del tour è Dozza (Bologna): un museo a cielo aperto. Passeggiando per le strade del borgo mi imbatto in un’esplosione di colori e di stili diversi: i muri delle case sono dipinti come fossero vere e proprie tele. Ma decido di ripartire subito per raggiungere anche Castell’Arquato. Quest’ultima è nota come la “Città del Vino”, quindi fermarsi è d’obbligo. Un borgo medioevale dal grande fascino, con i suoi viottoli e le sue case in sasso perfettamente conservati. Assolutamente da visitare!

Tre piatti tipici dell’Emilia-Romagna da assaggiare. 

Questa bella passeggiata mi ha messo fame e per fortuna sono nel posto giusto: in Emilia-Romagna c’è solo l’imbarazzo della scelta. Vi propongo, allora, tre piatti tipici da ordinare qualora vi capitasse di fermarvi in un ristorante locale. Inizio con un grande classico, intramontabile: le tagliatelle al ragù. Dicono sia un piatto dalle origini aristocratiche. Io posso solo assicurare che gustarle è davvero un’esperienza regale.Poi c’è lei, la signora dello street food romagnolo: miss piadina. La conosciamo tutti, ma mangiata lì, proprio dove è stata creata, è tutt’altra storia. Io ho rispettato la tradizione: squaquerone e cotto, una vera goduria! Tuttavia, non ero ancora sazio: e allora mi son concesso anche un bel piatto di friggione prima di andare via. Una salsa a base di cipolla bianca e pomodori pelati, un ottimo contorno che io ho però gustato con dei crostini di pane. La semplicità vince sempre. Ognuno di questi piatti, ça va sans dire, l’ho accompagnato con un calice di Romagna Sangiovese DOC: il vino perfetto per ogni abbinamento!

 

Tre esperienze da fare in Emilia-Romagna.

Passeggiare, rilassarsi, mangiare e bere. Un bel programma per un tour in Emilia-Romagna, ma si può fare ancora di più. Iniziamo da dove tutto ha avuto origine: il vino. Un giro tra le cantine che producono il Romagna Sangiovese alla scoperta di realtà incantevoli è una delle esperienze che vi suggerisco di fare. La visita delle cantine è un’occasione unica per conoscere più da vicino il territorio e apprezzare il vino grazie alle degustazioni guidate. Sul sito del Consorzio Vini di Romagna, nella sezione Cantine troverete tutte le informazioni sulle cantine da poter visitare.

Poi, vi consiglio vivamente il MIC, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza: un luogo di straordinaria bellezza, la più grande raccolta di ceramiche al mondo. Per chi vuole rilassarsi e rigenerarsi, invece, la parola d’ordine è “terme”. Proprio a Brisighella potete trovarle: un parco suggestivo in cui sgorgano fonti di acqua salsoiodica e solfurea. Insomma, l’Emilia-Romagna merita una vostra visita: avete già deciso quando partire?

Scritto da BiancoVino