Intervista del Resto del Carlino alla Presidente Ruenza Santandrea.

Santandrea (Consorziovini di Romagna): «Va aiutato chi ha avuto un calo del fatturato»

di Lorenzo Frassoldati

FAENZA
Il mondo del vino è in sofferenza, soprattutto le piccole e medie cantine che hanno come unico mercato bar, ristoranti, alberghi e catering (Horeca) e, chi può, la vendita diretta. La Romagna non fa eccezione, col suo tessuto prevalente di cantine di tradizione familiare. Dopo un 2020 negativo quasi per tutti, si sperava in un 2021 di ripresa invece…

Ruenza Santandrea, Presidente del Consorzio vini di Romagna è ottimista per natura, ma non nasconde preoccupazione. I vini di Romagna cercano una nuova immagine, la Romagna del mare, del sole, dell’accoglienza, dell’entroterra, ma siamo ancora fermi. E il coprifuoco continua.

 «E questo è un serio problema, soprattutto per i piccoli produttori che non sono in Grande distribuzione o all’estero. Lo scorso anno durante i mesi estivi si recuperò gran parte delle perdite di vendita della primavera, poi, però, le chiusure anche in periodo natalizio hanno portato ad una riduzione di vendite importante».

Come vuole reagire il Consorzio?

«Abbiamo fatto il sito cartolinedallaromagna.it, con percorsi meravigliosi del nostro entroterra, collegati alle cantine. Visitare il sito con sente di pensare a belle gite al momento della riapertura, ma soprattutto trovare le cantine vicine, con tutti i contatti per poter ordinare i vini e riceverli a casa».

Come sta la Romagna del vino?

«Dipende. Se si parla di qualità bene, anche benissimo. Se si parla di mercato bene, ma potrebbe stare meglio. Nei due anni antecedenti il Covid c’era stato un bell’aumento di vendite e di esportazioni».

I dati dicono che cresce l’imbottigliato del Romagna Sangiovese, ma le MGA (le sottozone, i terroir più vocati) sono sempre al palo…

«La vendita dei vini delle sotto zone è in crescita anche nel 2020, in controtendenza rispetto al dato generale. Semmai potrebbero crescere più in fretta. Stiamo lavorando ad un progetto che consenta di fare percepire il grande valore di questi vini».

In forte crescita è l’Albana Docg in versione secca oltre che passita c’è anche una Romagna bianchista da scoprire?

«La Romagna bianchista c’è sempre stata. L’Albana è un vitigno autoctono incredibile che si esprime bene solo qui. Poi la Re bola nel Riminese. Il Trebbiano in tutta la Romagna. Anche l’imbottigliamento degli spumanti non ha avuto riduzioni lo sorso anno con una ottima performance del Novebolle».

Se le cantine non vendono, aumenta lo stoccaggio e calano i prezzi…come si inverte la tendenza?

«Andrebbe stanziato un ristoro per le piccole cantine che dimostrano una riduzione del fatturato. Può aiutare».

Poi?

«Poi occorre arrivare a riaprire tutto presto accelerando sulle vaccinazioni. Nel frattempo il Consorzio ha lavorato a un progetto sulla comunicazione che si affianchi al rimbalzo che ritengo ci sarà al momento delle riaperture».

INIZIATIVA: «Abbiamo lanciato un sito con percorsi meravigliosi del nostro entroterra collegati ai produttori: si può programmare per la riapertura o acquistare».

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